
Vision-First e Robotica Agonistica
Come abbiamo ridisegnato il nostro seguilinea con Arduino UNO Q
Nel mondo delle competizioni robotiche, la regola aurea è sempre stata una: velocità e affidabilità. Affrontare un’arena modulare con un robot autonomo significa spingere l'hardware al limite.
In Yellow Radiators, per il nostro robot seguilinea abbiamo deciso di tagliare con i compromessi tradizionali. In questo articolo vi raccontiamo come abbiamo unito visione artificiale e controllo hardware su un'unica piattaforma, un percorso citato anche nel report ufficiale sul blog di Arduino.
1. Il problema dei sensori tradizionali
I classici sensori a infrarossi (IR) funzionano finché la pista è perfetta. Appena incontri variazioni di luce o intersezioni complesse, diventano un collo di bottiglia e ti lasciano cieco di fronte a ciò che accade un centimetro più avanti.
La nostra scelta è stata drastica: abbandonare gli IR e passare a un'architettura vision-first.
2. L'hardware: Perché Arduino UNO Q
Per usare la telecamera senza consumi folli o computer ingombranti, abbiamo puntato sull'Arduino UNO Q.
Il "cervello" visivo: Python e OpenCV per elaborare il flusso video in tempo reale e leggere la pista.
Il sistema in tempo reale: Il core hardware di Arduino per gestire i motori ad alta frequenza.
Unendo i due mondi sullo stesso form-factor tramite un modello di object detection ottimizzato (edge computing), abbiamo ottenuto un sistema reattivo e pulito.
3. Debugging via Wi-Fi sul campo di gara
Il trial-and-error tradizionale (modifica, compila, carica via cavo, ripeti) fa perdere tempo prezioso. Abbiamo risolto sviluppando un pannello di controllo web via Wi-Fi che ci permette di:
Vedere il buffer della telecamera in diretta.
Cambiare le maschere d'immagine al volo.
Modificare soglie e parametri con slider a schermo senza ricompilare.
Testare manualmente i singoli sottosistemi (come il rilascio del kit di soccorso).
4. Lezioni imparate e ringraziamenti
L'ingegneria non è fare le cose semplici, ma far funzionare sistemi complessi tra vibrazioni e condizioni avverse. Se volete approfondire, trovate tutti i dettagli tecnici sul blog di Arduino.
Prima di chiudere, un doveroso ringraziamento va ai professori e alla scuola per il supporto costante e la libertà di sperimentare, e a tutto il team di FermiLabs per la straordinaria condivisione di idee e competenze che ha reso possibile questo livello di progettazione.
In Yellow Radiators continuiamo a crederci: l'hardware aperto e la programmazione mirata battono qualsiasi soluzione scatola chiusa. E questo è solo l'inizio.


Yellow Radiators
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